Provi ansia per il tuo business? Pianifica allora da oggi il futuro della tua azienda, creando una cultura di miglioramento costante delle proprie competenze e di condivisione. Ecco come puoi iniziare.
Sono più spaventato dal passato che dal futuro. Lo so sembra una frase assurda, ma è così. Quando mi guardo indietro e penso ai rischi che mi sono preso, come quello di firmare per una nuova sede non avendo ancora i soldi per ottemperare agli impegni, li avrei trovati poco dopo grazie a un investitore, vivo quest’ansia del passato. Qui racconto questo episodio e altri.
Il futuro mi esalta, anche se di fronte a sfide e responsabilità non si può solo essere entusiasti e le preoccupazioni non mancano mai nella vita di chi fa impresa. Le ansie non si placano, ma possono, tuttavia, essere ridotte con una buona programmazione.
In altre parole, lavora oggi per costruire l’azienda di domani. Sembra una banalità detta così, ma questo richiede un lavoro straordinario sulle persone, sulla loro crescita in azienda, sul rafforzamento delle proprie competenze, come sullo sviluppo di nuove che oggi non hanno e non immagino nemmeno che gli serviranno per svolgere le proprie mansioni.
Tutta la costruzione si baserà sulla qualità dei tuoi collaboratori, sia nelle soft che hard skill. Immagina le competenze come i mattoni sui quali stai edificando il futuro.
Ma come si costruisce l’azienda di domani? Non c’è, come puoi immaginare, una sola risposta a questa domanda. Tuttavia, posso raccontarti quali sono gli sforzi e le strategie che ho messo in campo per mettere oggi dei tasselli per il futuro.
Trova il problema!
La mentalità da startupper ti porta sembra ad individuare un problema da risolvere. Secondo la mia esperienza, questa è la base per costruire l’azienda che immagini tra cinque o dieci anni. Per questo, il mio consiglio è di partire dal piccolo, da un’analisi dell’offerta e della domanda di competenze presenti nella tua azienda.
Questa prima valutazione puoi farla integrando tre strumenti:
- Analisi del mercato e dei competitor: studiando report del settore realizzati da centri di ricerca e spulciando quali sono le posizioni aperte dai tuoi competitor.
- Sondaggi interni: fai sondaggi interni all’azienda per avere un quadro su quali sono le competenze che la tua azienda possiede e quali quelle che necessita.
- Partnership: università o agenzie specializzate possono essere un valido aiuto nella valutazione delle competenze della tua azienda.
Questa prima indagine ti consente poi di comprendere quali sono i problemi da risolvere. In altre parole, quali sono le lacune che devi colmare. Il tuo lavoro come leader è proprio di comprendere quali sono le priorità. Per non sbagliarti, oltre ai dati delle valutazioni, trascorri del tempo ad osservare l’azienda, ad ascoltare i feedback e le segnalazioni dei tuoi collaboratori e dei clienti.
All’individuazione delle lacune segue la parte strategica nella quale si fissano gli obiettivi, ovvero la lista delle competenze che vanno acquisite o migliorate, i tempi che tu stimi per l’assorbimento delle nuove skill e le risorse che prevedi per lo svolgimento delle attività di formazione che ritieni siano necessarie.
Scegli i ferri del mestiere
Per ferri del mestiere mi riferisco agli strumenti che puoi scegliere per le attività di formazione della tua azienda. Anche qui non sarai il solo a decidere, ma la scelta ricadrà su una modalità o un’altra, a seconda delle abitudini e delle preferenze dei tuoi collaboratori. Le possibilità di apprendimento sono tante. Dai MOOC, che sono corsi online aperti e gratuiti, alle piattaforme di e-learning, alle quali si accede su abbonamento. Fino ad attività come il coaching e il mentoring con attività formative che possono essere svolte da professionisti esterni, ma anche da manager esperti dell’azienda che vengono invitati a mettere a disposizione del team le proprie competenze. Pensa a quanto sia importante che il tuo team abbia una preparazione anche sugli aspetti finanziari che regolano la vita dell’azienda, attraverso, per esempio, un corso con un CFO, una figura che è decisiva nella vita di una startup, come racconto in questo video:
@francescozacc88 Fin dall'anno 0, un #startupper dovrebbe avere un CFO nel team. Una figura chiave nella crescita e nello sviluppo dell'azienda. Ovviamente non sarebbe sostenibile e quindi occhio ai numeri. Sei d'accordo? . . . #startup #settorefarmaceutico #pharmacist #pharma #pharmacy #ecommerce #imprenditore #imprenditoredigitale #ceo #startuptips #startuptiktok #cfo #successo #crescitaaziendale #crescita #successful #impresa #team #teambuilding ♬ suono originale – Francesco Zaccariello
Concludo poi con gli hackathon che, quando gestiti bene, possono rappresentare uno strumento per rafforzare la collaborazione tra dipartimenti, acquisire nuove competenze e spingere il team a uscire dalla sua comfort zone.
Che tu decida di scegliere uno strumento o l’altro, è fondamentale non commettere questi errori:
#1 Troppi contenuti che rischiano di ridurre l’attenzione delle persone.
#2 Poca comunicazione in azienda sulle opportunità formative. Se lo fai e pochi lo sanno è un lavoro sprecato.#3 Come nell’esempio del CFO che ti ho fatto, un errore è anche di non sfruttare il tutoraggio interno, sia dei manager più esperti verso i giovani e anche nel senso contrario, in quell’attività chiamata reverse mentoring, in cui una figura junior condivide le sue conoscenze, spesso in ambito digitale, con un senior.
Impara a coinvolgere
Il fatto che tu sia pervaso da buone intenzioni non indica in automatico che gli altri le comprendano. Devi essere capace soprattutto di rendere i tuoi collaboratori protagonisti del processo di costruzione del futuro della tua azienda, con una tecnica che mi piace chiamare CID, acronimo di “chiarezza, incentivi e divulgazione”.
La chiarezza significa che i tuoi collaboratori sono stati informati delle opportunità formative e che sanno anche quali sono le finalità per cui sono state costruite.
La I dell’acronimo rappresenta gli incentivi che sono necessari per accrescere la partecipazione dei tuoi collaboratori, come promozioni, riconoscimenti, aumenti di stipendio.
Mentre con divulgazione mi riferisco a un’attività formativa che prevede spazi per il racconto di storie di successo, di chi ha saputo sfruttare al meglio la formazione svolta e quali benefici ha ottenuto.
Perdi tempo se non misuri
Un famoso dirigente d’azienda americano e saggista, William Edwards Deming, ha formulato una frase che credo dovrebbe essere un mantra per ogni persona che guida un’impresa.
“Senza dati, sei solo un’altra persona con un’opinione”
Prendendo la sua frase alla lettera, per costruire il futuro della tua azienda, devi mettere alla prova i tuoi sforzi sul miglioramento ed evoluzione delle competenze. In che modo? Da una parte, ci sono test e simulazioni che permettono ai collaboratori di mettere in pratica le nuove skill che hanno acquisito. Dall’altra parte, ci sono dei KPI che dovrai misurare. L’aumento del grado di soddisfazione dei clienti, la riduzione degli errori, l’acquisizione di nuovi clienti, la riduzione del ciclo di vendita ecc., sono solo alcune delle metriche che dovrai osservare per costruire oggi il futuro della tua azienda.