Cosa significa davvero rischiare per chi fa startup e fin dove può spingersi? E come può invece uno startupper ridurre i pericoli quando punta ad ottenere un traguardo ambizioso?
Scherzando, ma non troppo, mi capita di dire che le mie paure più grosse come imprenditore sono per le cose che ho fatto nel passato, non per il futuro. In questo articolo voglio raccontarti cosa può significare il rischio per un imprenditore e cosa può fare per gestirlo e per ridurlo.
Un imprenditore, per sua natura e spirito, non ha paura di rischiare. Certo, percepisce quando le cose possono mettersi male, ma è così determinato nel voler raggiungere il suo sogno e ottenere dei traguardi per il suo progetto che, a volte, anche con un po’ di incoscienza, non riconosce i rischi.
Se ripenso e mi guardo indietro, ne ho presi di rischi durante la mia carriera fino a oggi. Il primo è stato sicuramente quello di andare contro la volontà dei miei genitori e di alcuni miei amici che mi dicevano di desistere.
In quegli anni, ricordo di aver visto un video su Youtube di Jeff Bezos, il fondatore di Amazon. Racconta di quando lavorava a Wall Street nel settore informatico con uno stipendio più che dignitoso. In quegli anni, inizio anni Novanta, ha in mente di vendere libri online e allora si incontra nel parco con un amico per raccontargli la sua idea. L’amico gli replica che trova l’idea interessante, ma che “lo sarebbe stata di più se a proporla fosse stato qualcuno che non aveva un lavoro sicuro a Wall Street”. Poi sappiamo com’è andata a finire la storia, con lui che ha abbandonato le certezze e fondato Amazon, quando nessuno riusciva ancora a capire cosa fosse Internet e cosa poteva rappresentare per il futuro dell’umanità.
Quel video mi diede molta fiducia, tanto che anche io nel mio piccolo decisi di continuare per la mia strada, prendendomi poi molti rischi. Il più grande? Forse aver aperto una nuova sede nel 2018 senza avere tuttavia ancora il capitale a disposizione per farlo. Ricordo che firmavo contratti senza avere tutto il capitale necessario. Tuttavia, sono stato bravo e fortunato, perché sono arrivati poi i primi investitori che mi hanno supportato nel mio proposito.
Tuttavia, sempre tornando a Bezos, in un’altra sua intervista, spiega che un buon imprenditore è chi lavora ogni giorno per ridurre i rischi.
Ma quali sono gli ambiti in cui rischia di più uno startupper e come può fare per evitare che una calamità si abbatta sul suo business?
Rischi di mercato
Questo rischio, che corrono tutti gli startupper, comporta che il loro prodotto o servizio non si adatti alle esigenze o preferenze dei loro clienti target o ancora che la dimensione del mercato sia troppo piccola o competitiva, affinché la startup possa ritagliarsi una sua nicchia.
Per ridurre questi rischi c’è tanto studio da fare. Condurre ricerche di mercato, sondaggi, interviste, AB Testing. Lo studio serve soprattutto a comprendere quali elementi possono differenziarti dai competitor e, inoltre, sono dati decisivi per impostare una comunicazione coerente e identificare la strategia di marketing adeguata.
Nel mio caso, dai test effettuati era emersa un’esigenza: come far sentire la presenza fisica del farmacista, in un ecommerce, fin dalla navigazione del sito. La risposta possibile che abbiamo offerto è stato un lavoro meticoloso sul percorso di navigazione, inserendo delle categorie che riuscissero ad abbinare i bisogni degli utenti con i prodotti. Come per esempio, la possibilità di flaggare il campo “rimedi”, intrecciandolo ad altre “voci”. L’essere così dettagliati nella categorizzazione è stato poi un fattore molto apprezzato dai nostri utenti.
Rischi nel team
Questo rischio è sicuramente il più complesso da ridurre, sia in una fase di partenza che di scaleup. Mi riferisco al rischio che tu stesso, il tuo team o i tuoi collaboratori non abbiano le competenze e l’esperienza, ma anche la motivazione e la cultura, per rendere la tua visione concreta.
Agli inizi, a meno che tu non parta con un capitale importante, è un rischio che difficilmente potrai ridurre. Quando ho iniziato con eFarma.com ho sfruttato moltissimo l’arma dei tirocini e delle agevolazioni e ho coinvolto alcuni amici della mia rete per chiedere consigli e supporto. Con il tempo poi, ho avuto la necessità, ma anche le risorse, per strutturarmi, assumendo un CFO e altri manager più esperti per una gestione dei vari dipartimenti.
Per quanto riguarda la fase iniziale, diventa un’arma efficace puntare a introdurre delle persone capaci, anche cedendo delle quote, se sono dei senior nel loro lavoro. Se sono junior, invece, puoi puntare sulla loro motivazione a crescere ed imparare, comunicando la tua visione e creando l’embrione di quello che poi sarà la cultura aziendale.
Mentre in una fase successiva, è necessario adottare delle politiche di employer branding, offrendo dei benefit. Per esempio, il primo nostro ufficio era un seminterrato e sapevo che senza cambiare sede, non avrei attratto talenti top. Cosa che sono riuscito a fare quando ci siamo trasferiti in una nuova sede accanto al mare, a Bacoli, e ho costruito delle sale relax e diffuso la cultura della flessibilità e autonomia nella gestione del lavoro, che oggi molti professionisti chiedono come precondizione.
E poi c’è una terza fase, ovvero lavorare per costruire la tua squadra nel futuro. Qui una startup in fase scaleup stabilisce un dialogo costante con le università, centri di ricerca e aziende di recruiting, per mappare costantemente le competenze interne e comprendere quali nuove skill saranno necessarie da qui a cinque anni.
Rischi finanziari
Questi sono quei rischi che non ti fanno dormire la notte, ovvero che la tua startup esaurisca il denaro prima di raggiungere la redditività e di ottenere ulteriori finanziamenti. Per ridurre questo rischio, c’è la necessità di acquisire il mindset del bootstrapping, e direi anche indipendentemente dalle possibilità finanziarie che avrai all’inizio.
Il bootstrapping va bene sia che tu abbia già del capitale o che tu ne abbia poco. Ti consente infatti di pianificare al meglio i tuoi investimenti e, soprattutto, avere già delle traction da presentare a potenziali investitori. Di questo argomento ne ho parlato in modo più ampio qui (LINK AD ARTICOLO SUGLI ERRORI).
Rischi di execution
Un altro dei rischi è che la tua startup non sappia realizzare in modo efficace quella che è la tua visione strategica. In altre parole, che il team non sappia seguire le tue indicazioni. Qui l’errore che fanno molti startupper è sbagliare nel pianificare i traguardi che la startup deve raggiungere.
Alzare troppo l’asticella infatti rischia di creare frustrazione nei tuoi collaboratori e di stressarli, creando un ambiente tossico e negativo. Al contrario, quando sai stabilire degli obiettivi e traguardi realistici, ma soprattutto misurabili, riesci a fare due cose allo stesso tempo: dare delle priorità ai tuoi collaboratori e capire, come capo dell’azienda, quali sono le attività che puoi delegare o esternalizzare. Io da sempre sono un maniaco dell’execution, come ti racconto in questo video.
@francescozacc88 Francesco posso parlarti di una mia idea? È un idea super! Ho paura che me la copiano…! Vuoi investire… ho un idea che nessuno ha mai pensato! Ecco cosa penso di quanto vale un’idea… il #successo di un progetto è dato tutto dall’#execution! Io investo sulle persone! #startuptips #startup #digitalbusiness #succes #onlinebusiness #venditaonline #business #ecommerce #smallbusiness #motivation #entrepreneur #pharma #pharmacytiktok #startups #crescere #imprenditoredigitale #impresa #idea ♬ suono originale – Francesco Zaccariello
Rischiare è vincere, perdendo qualcosa
Concludo questa riflessione, con una frase che mi ha molto colpito di Davide Dattoli, durante un episodio del mio format Zac is on (puoi vedere qui per intero la puntata). Alla mia domanda, su qual è il rischio più grande che ha corso durante la sua carriera imprenditoriale, Davide ha dato una risposta per me illuminante, spero lo sia anche per voi:
«Uno dei miei soci mi disse una frase bellissima, “Davide, ogni volta che vuoi vincere devi essere disposto a perdere qualcosa. Quando entri in una stanza e devi negoziare sai che dovrai lasciare sul tavolo qualcosa per ottenere altro. Rischiare per un imprenditore significa proprio questo, essere disposti a lasciare qualcosa sulla strada, per arrivare a raggiungere dei traguardi. Anche il rischio è un compromesso»