Oggi i farmacisti sui social sono dei veri e propri influencer del farmaco. Tuttavia, a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità. Ecco alcuni consigli su come comunicare online senza fare danni ai follower e all’azienda.
Sono tanti, ma c’è ancora tanto spazio e la possibilità di avere un impatto ancora maggiore sui suoi follower con i loro contenuti. Sto parlando degli influencer del farmaco che spopolano sui social. Secondo una ricerca “Pharma influencer su Instagram e TikTok (Pubblico Delirio e Onim) i pharma influencer hanno un tasso medio di engagement sui social del 2,15%, un dato che non è troppo lontano da settori più mainstream come il lifestyle, fashion e beauty (3,7%) o ancora il food&beverage (3,7%).
Alcuni sono volti molto celebri, come Giacomo Pisano, che su Instagram oggi può contare su oltre 160mila follower ed è tra i content creator più apprezzati nel campo.
Grazie anche al loro seguito, si sono rafforzate le collaborazioni con le aziende. Noi stessi di eFarma.com abbiamo avviato collaborazioni con influencer negli anni.
Tuttavia, bisogna valutare bene la scelta di un influencer perché i rischi sono tanti. Nel mio libro Farmacia Digitale ho approfondito questo argomento con Tiziana Iazzetta, manager e imprenditrice che ha lanciato una sua startup, Blendistrict, che si occupa proprio di affiancare le aziende del pharma in un percorso di personal branding che ne tuteli la credibilità scientifica. Ecco qualche spunto emerso nell’intervista.
Un vuoto di formazione e informazione
Uno degli errori peggiori che può fare un’azienda farmaceutica sui social (sia che si esponga in prima persona, sia che si affidi a un influencer) è di non rispettare le regole, improvvisandosi. Da una parte, è vero che i creator sono tanti, dall’altra, tuttavia, sono pochi quelli che seguono le normative. Improvvisarsi ha due effetti negativi: propagare fake news e soprattutto provocare un danno di credibilità per le proprie aziende.
Ma di che regole stiamo parlando?
Da un lato abbiamo i regolamenti di AGCOM e poi di IAP (acronimo di Istituto Autodisciplina Pubblicitaria) che ha introdotto una digital chart per favorire la trasparenza nella comunicazione commerciale
Se il rispetto di queste regole è fondamentale in tutti i settori, lo è ancora di più nel mondo farmaceutico, come fa notare bene Tiziana nell’intervista contenuta nel libro:
«Oggi i farmacisti influencer rivestono un ruolo fondamentale online. Gli utenti si rivolgono a loro per chiedere consigli come fanno su Google, condividono i loro problemi e malesseri: come succede nel mondo fisico, anche online, il valore della farmacia sta nei servizi di consulenza che offre. I farmacisti però devono lavorare online sapendo che ci sono delle leggi da rispettare, nell’interesse dei follower, ma anche dell’autorevolezza del loro brand», spiega Tiziana Iazzetta
Serve allora più formazione nel campo, soprattutto nel nostro Paese che ha la più grande percentuale di creator e influencer (dati AGCOM). Regole di cui c’è la necessità soprattutto oggi che sta crescendo il peso dell’health sui social, con le principali piattaforme, come Meta e Linkedin, che hanno iniziato già da qualche anno un’attività di regolamentazione dell’informazione nel settore, mentre altre come TikTok hanno lanciato delle divisioni health ad hoc.
Proprio considerando l’influenza che i social network hanno nel campo della salute che ci sono sempre più esempi virtuosi di collaborazioni tra governi e influencer nel campo medico. Un esempio è la Finlandia, uno dei pochi Paesi a considerare gli influencer degli operatori essenziali per la propria capacità di portare informazioni a persone difficili da raggiungere con i media classici. Il governo finlandese due anni fa ha attivato una collaborazione con oltre 1.500 influencer per diffondere annunci proprio nel campo della gestione della salute.
Errori principali sui social (e come evitarli)
Tiziana ci aiuta a individuare quali sono gli errori principali che aziende e influencer commettono online e ci informa su cosa fare per evitarli.
X Errore 1: la scarsa conoscenza delle regole
Non tutti sanno, per esempio, che ci sono degli argomenti di cui un farmacista può parlare sui social e altri invece che sono proibiti.
«Per esempio, succede che alcuni farmacisti citino online il nome di medicinali specifici, con o senza ricetta, o di dispositivi medici: questo non è legale. Si può parlare, per fare un esempio, solo del paracetamolo e non di un farmaco specifico», continua Tiziana.
X Errore 2: sostituirsi al medico
Un altro errore è quello di sostituirsi al medico. Il farmacista, che sia in farmacia oppure online, è il primo punto di contatto con la persona che ha un problema. Anche se il suo ruolo è anche quello di offrire consigli, deve sempre poi rimandare a un consulto medico per approfondimenti. Con questo comportamento virtuoso raggiunge due scopi: rendere un buon servizio al cliente e creare delle sinergie positive tra mondo farmaceutico e medico.
X Errore 3: la perdita di autorevolezza
Quando cerca di accattivarsi il cliente il comunicatore social può provare a usare toni diversi, essere, per esempio, più autentico ed empatico, giocare sull’arma dell’ironia. Tuttavia, anche se può farlo non deve mai perdere in autorevolezza. Cosa deve fare allora? Citare fonti ogni volta che fa un’affermazione, soprattutto quando sta trattando argomenti che possono risultare controversi e delicati.
Per non imbattersi in questi rischi, Tiziana consiglia di:
- Affidarsi a professionisti del settore con competenze referenziate,
- Non cedere alle sirene di chi dice che può trasformare una persona in un influencer del mondo farmaceutico in soli 3 giorni.
- Avere sempre come riferimenti le informazioni su alcuni siti come IAP e AGCOM
- Lasciarsi ispirare dai migliori professionisti nel campo.