Come evitare i rischi del conformismo in azienda? Ecco alcuni consigli per sprigionare le critiche costruttive e favorire il coinvolgimento
Quando lanci un progetto di business da zero e ottieni i primi risultati, il tuo ego aumenta. E non è una cosa negativa. Andando avanti, pensi quasi che tu basti a te stesso e che puoi riuscire a fare grandi cose, indipendentemente dalle persone delle quali ti circondi.
Quando ti rendi conto di essere arrivato a questo punto sai che devi fermarti e tornare indietro. Un’azienda non è mai una singola persona, ma è sempre un collettivo. E puoi essere diventato il più bravo del mondo, ma avrai sempre bisogno di un confronto con le persone del tuo team.
La criticità del confronto nel team è che funziona come un muscolo. Se non lo alleni, si indebolisce e quando non avviene un dialogo tra Ceo, manager e collaboratori, si sprigiona il conformismo, che è il pericolo numero 1 nella vita di una startup, ma anche di un’impresa di più grandi dimensioni.
In questo articolo ti racconto come provo io a lavorare ogni giorno, per allontanare il conformismo che blocca ogni slancio innovativo.
Cosa rischi quando manca il confronto
Ho letto tempo fa un articolo di Mckinsey che ti invito a leggere. Nel testo sono messi bene in mostra i rischi che corriamo quando non ci impegniamo, come founder e co founder di un progetto, nel favorire un clima di dialogo.
Quando non vi è una critica costruttiva, c’è quella silenziosa. Le persone tendono sempre più a parlarsi alle spalle. Ed è questo clima che poi si trasforma in malessere, un malessere che trasforma qualsiasi forma di entusiasmo in apatia. D’altronde, è facile per un tuo collaboratore e/o un tuo manager, chiedersi perché dovrebbero impegnarsi di più per scovare delle aree di miglioramento, se tu non li ascolti mai?
Come si distrugge il conformismo
Una premessa è d’obbligo. Nell’ambito delle risorse umane non esiste una regola scientifica che vale in ogni contesto. Ma ogni risultato che ottieni, o errore che devi correggere, è frutto di una continua sperimentazione.
Uno strumento che permette di distruggere il conformismo, ed evitare che si generi un clima di sfiducia e paura in azienda, è diffondere la cultura del feedback, all’interno di una comunicazione che sia paritaria e bidirezionale.
I feedback sono poi molto complessi da dare, se passiamo dalla teoria alla pratica. Innanzitutto, come leader di un’azienda dovrai abituarti a sottolineare gli aspetti positivi del lavoro di un collaboratore e non solo gli aspetti critici. Quando poi hai bisogno di evidenziare un problema, sottolineando, per esempio, un errore compiuto durante un’attività, allora devi anche essere pronto a dare una mano al tuo collaboratore nel cercare una soluzione. Devi fare domande per aiutare le persone a ragionare per trovare una propria strada in autonomia.
Se poi comprendi che l’errore ha una motivazione più tecnica, come gli sbagli che sono provocati dalla mancanza di competenze specifiche, devi anche offrire al collaboratore la possibilità di migliorare, attraverso delle attività formative.
Quello che fai, è quello che poi potrai chiedere agli altri. Non è mai possibile permettere a tutti di dire tutto quello che gli passa per la testa. Immagina che caos sarebbe una riunione se ognuno non rispettasse delle regole. Per questo motivo, come leader dovrai stabilire una governance nella comunicazione. In genere, una comunicazione costruttiva ha queste caratteristiche:
- è aperta
- diretta
- costruttiva
- focalizzata
Così facendo eviterai che qualcuno possa darti dei pareri poco efficaci o fuori traccia, rispetto alle priorità del momento, allontanando il rischio che si possano disperdere energie preziose.
Spegnere le paure dell’errore
Recentemente ho voluto investire molto di più sulla mia comunicazione personale. Ho lanciato vari progetti e format, nei quali sono partito da un assunto: raccontare oltre alle cose buone fatte, per sperare di essere di ispirazione, anche gli errori, i momenti down, le mie vulnerabilità.
Questo anche perché ho sperimentato, dapprima all’interno in azienda, il potere straordinario del racconto. Le storie personali, soprattutto quando si focalizzano su aspetti di debolezza o sbagli, trasmettono indirettamente un messaggio, che anche un’opinione sbagliata, o ancora un’azione non corretta, sono in realtà degli incredibili strumenti didattici.
I momenti per condividere, raccontare storie di successo come gli insuccessi, sono gli incontri aziendali che devono diventare un momento reale di confronto e scambio di idee all’interno di un’azienda.
Una storia che mi ha ispirato
Prima di concludere quest’articolo voglio condividerti una storia che mi ha ispirato e che fa capire bene quanto sia importante stabilire un dialogo costruttivo in azienda, rafforzando la cultura del feedback, soprattutto quando negativo.
Il protagonista di questa storia è un ex ciclista, con poche vittorie alle spalle, Dave Brailsford che viene assunto, intorno agli anni 2000, come manager della federazione ciclistica britannica, che come lui ha ottenuto pochissimi risultati e avuto scarse soddisfazioni. All’epoca pare che la Federazione fosse così in cattive acque che i più importanti costruttori di bici non le vendevano prodotti, per timore della cattiva pubblicità che le performance dei ciclisti avrebbe causato. Brailsford, tuttavia, non è tipo da farsi scoraggiare dal clima di sfiducia. Decide di portare all’interno del team una sua teoria manageriale, che è nota come marginal gains.
Cosa dice? In sintesi, la teoria spiega che se un team è in grado di migliorare le sue performance di solo l’1% al giorno, in diverse aree, saprà raggiungere degli incredibili traguardi nel tempo. Per realizzare i suoi piani, deve coinvolgere tutti i membri del suo team nel miglioramento di un aspetto, anche minimo dell’attività. Grazie a questa ricerca emergono cose che sembrano banali, ma che poi nel medio e breve periodo, si sarebbero rivelate decisive.
- Il team decide, per esempio, di tinteggiare di bianco il camion che trasporta le bici, in modo da individuare meglio la polvere che, quando non notata, poteva compromettere la meccanica della bici.
- Scelgono dei tipi di cuscini e materassi che migliorano il riposo degli atleti durante le gare.
- Assumono un medico che spiega agli atleti come lavarsi perfettamente le mani per evitare di essere vittima di batteri, e quindi di ammalarsi.
Questi sono solo alcuni esempi di un metodo che si forma su tre aspetti: una parte strategica, con l’analisi, insieme al team, di tutti i fattori che contribuiscono al miglioramento delle performance; un’attenzione alle prestazioni, o meglio ancora, alla creazione di un ambiente favorevole ai risultati; e infine, l’introduzione della cultura del miglioramento continuo.
In 10 anni, dal 2007 al 2017, grazie soprattutto agli insegnamenti di Brailsford i ciclisti inglesi vincono tutto: 178 campionati del mondo, 66 medaglie d’oro tra Giochi Olimpici e Paralimpici e cinque vittorie al Tour de France.
Non male, non trovi?